Partendo dall’alto, oggi vi parlo dei 4 accessori che completano il look di un abito classico da uomo e che ne decretano definitivamente l’eleganza e il gusto. Se poi riuscite anche a coordinarli bene tra loro, oltre che a sceglierli di qualità, l’effetto wow è assicurato! Prima di andare avanti però, assicuratevi di aver letto anche il Vademecum dell’abito da uomo perfetto parte 2: giacca e pantalone, perché è proprio all’abito che vogliamo abbinare bene questi importanti accessori.

La cravatta

E’ un argomento molto vasto, ricco di storia, dettagli e psicologia, quindi mi limito ad affrontare solo cose pratiche importanti, che sono: la qualità del tessuto (perché i tessuti parlano e un buon tessuto consistente si riconosce al tatto ma anche alla vista!), lunghezza e larghezza della cravatta, e un nodo ben fatto che sia proporzionato al proprio viso e corretto per il tipo di colletto della camicia.

Il sentimento va benissimo quando si tratta di scegliere il fiore da mettere all’occhiello. Ma per la cravatta l’essenziale è lo stile. Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio nella vita. (Oscar Wilde)

La cravatta in seta è quella più classica che si adatta all’abito formale e con la quale non si sbaglia. Le più modaiole cravatte di lana e di maglia invece richiedono un gusto spiccato per essere abbinate correttamente all’abito. In Inghilterra ad esempio si indossano solo nel weekend, e college e club importanti se ne dotano da usare con abiti in tweed. In Italia invece sono di tendenza proprio con l’abito da ufficio. A dire il vero le preferisco su uomini molto giovani, fino ai 25/30 anni, oltre questa età preferisco sempre una bella cravatta in seta.

Se parliamo di ufficio, di situazioni lavorative in ambienti formali, per la fantasia della cravatta la mia regola è less is more. Fantasie estrose e contrasti troppo forti, se non sono abbinati perfettamente col resto, possono risultare fuori luogo. C’è chi azzarda camicie a quadri con cravatta a righe e viceversa, o mix di fantasie, ma ci vuole un grande gusto per azzeccare combinazioni eleganti e piacevoli alla vista, quindi se non vi sentite sicuri non avventuratevi. Per la quotidianità è bene avere nell’armadio qualche tinta unita jaquard (i classici blu, azzurro e bordeaux ad esempio), i pois, il paisley, il regimental, e fantasie medio-piccole tono su tono. La cravatta nera invece si indossa solo ad un evento serale.

Anche le cravatte seguono la stagionalità. I brand di cravatte e di moda in generale realizzano collezioni primavera/estate e autunno/inverno. In primavera/estate optate per colori più brillanti/chiari, in autunno/inverno per colori più scuri. Poi, se voleste fare un lavoro di fino, dovreste anche consapevolizzare il vostro incarnato per capire quali colori vi stanno meglio, e qui vi suggerisco una sana e utile analisi del colore con me per scoprirlo, che poi vi aiuta anche nella scelta dei colori di camicia, abito e accessori!

Non c’è niente di più sgraziato che vedere una cravatta indossata troppo corta (alla Pier Luigi Bersani) o troppo lunga (alla Donald Trump). Un uomo deve essere in grado di controllare bene nodo e lunghezza! Così come per la larghezza: una corporatura massiccia non vuole una cravatta troppo sottile, e viceversa. Ci vuole proporzione. La punta della cravatta deve arrivare a battere a metà della cintura, millimetro più millimetro meno. Qualche centimetro più in su o in giù e si perde il punto di equilibrio perfetto!

    

Per quanto riguarda il nodo ve la giocate con il four-in-hand (il nodo più semplice) e il windsor, dove il primo è più stretto e slanciato e il secondo più largo e simmetrico. Il primo sta bene sia col colletto italiano che quello francese (avete già letto il precedente post dedicato alla camicia dove vi parlo di quale colletto sta meglio a chi? Lo trovate qui: Vademecum dell’abito da uomo perfetto: i 6 must della camicia), il secondo invece si adatta solo al colletto francese. Personalmente noto che il four-in-hand se non viene fatto con cura rimane un po storto, per questo preferisco il windsor che rimane più centrato e corposo. Di nodo alla cravatta ne ho parlato anche su Donnamoderna.com, in questo articolo intitolato: Come fare il nodo alla cravatta (dritte per lui e per lei).

                             Nodo semplice, Four-in-hand                                                               Nodo Windsor

Il top delle cravatte per fare un paio di nomi lo trovate da Hermes e Marinella, le loro cravatte possono rientrare in uno degli accessori da regalarsi entro i 50 anni! Per il resto mettetevi in testa che per una cravatta di qualità il prezzo base è almeno 50/60 Euro perché ad di sotto di questa cifra potreste non trovare la qualità. Andiamo a fare shopping di cravatte insieme?!

La cintura

E’ molto semplice: quando indossate un completo la cintura deve essere dello stesso colore (e materiale) delle scarpe. Preferite fibbie sobrie e pellami lisci. La punta finale della cintura, dopo essere passata dalla fibbia, deve entrare nel primo passante del pantalone e superarlo di qualche centimetro. Brutto l’effetto di una cintura troppo corta che sembra scoppiare da un momento all’altro, così come di una troppo lunga che termina sul retro del fianco. Cinture scamosciate, in tessuto, intrecciate, lavorate, non sono adatte all’abito classico. Controllate sempre lo stato di usura perché in una cintura è subito visibile, e insieme alle scarpe devono essere sempre in perfetto stato.

Le calze

Solo una regola, ma ferrea: le calze devono arrivare al ginocchio, poi per il resto mi limito a dei suggerimenti di buon senso e buon gusto di base. Le calze, quando indossate un completo formale e classico da ufficio, dovrebbero essere scure quanto le scarpe, ma allo stesso tempo non staccare troppo dal colore dell’abito. Quando invece indossate uno spezzato casual potete osare calze più estrose, a fantasia tipo delle Burlington o le Gallo. In entrambe i casi sarebbe bello che fossero in accordo cromatico anche con la cravatta. Nell’armadio è bene tenere dei tinta unita classici come il nero, il grigio scuro, 2/3 varianti di blu, il bordeaux, il verde bottiglia scuro. Quando indossate scarpe testa di moro o cognac funzionano bene calze bordeaux o verde scuro (piuttosto che il marrone o altri colori!). Il pantalone nero invece vuole la calza nera. In generale calze a coste molto grosse risultano più casual, mentre le classiche in filo scozia lisce sono più eleganti. Un consiglio: quando comprate un nuovo abito abbinate già e acquistate calze e cravatta nello stesso momento in modo che sia tutto in armonia.

Le scarpe

In ordine dalla più formale alla più casual abbiamo: la Oxford, la Derby, la Duilio con coda di rondine, il mocassino.

La Oxford nera con allacciatura chiusa è la scarpa più formale ed elegante in assoluto. Si indossa col completo da ufficio e anche ad un matrimonio ad esempio (e se siete uomini di mondo anche col tight ai ricevimenti ufficiali!). Non va indossata col blazer o con abbigliamento casual. La Derby è anche lei perfetta per l’abbigliamento da ufficio ma risulta meno formale della Oxford. La Duilio ha la particolarità sulla punta della coda di rondine ed è una scarpa più “rustica”. Se indossata nelle tonalità testa di moro o cognac, si adatta bene ad uno spezzato più casual, se nera o testa di moro scuro va bene anche col completo. Il mocassino si può indossare col completo classico da ufficio se è in pelle e preferibilmente nero, meglio evitare i modelli scamosciati, più facili da abbinare a spezzati casual.

Spero di avervi dato qualche punto interessante per rinfrescare il vostro look da ufficio, in generale quando si parla di stile maschile, a me piace la sobrietà e la semplicità (ricercata). Quello che davvero fa la differenza in un look maschile è la qualità dei tessuti e dei materiali, puntate tutto lì e non fatevi distrarre dagli opinabili trend del momento!

Se poi vorreste regalarvi una consulenza personalizzata sul vostro attuale stile business, sapete dove trovarmi!

L’immagine delle scarpe in copertina è un modello di Velasca Milano. www.velasca.com

 

 

 

 

 

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